Fondazione MIA
La Misericordia Maggiore – MIA sorse a Bergamo nel 1265 come sodalizio spirituale e caritativo per opera di due domenicani, il vescovo Erbordo e il beato Pinamonte da Brembate, che ne dettò la regola originaria
La MIA attuò un’assistenza a tutto campo che, oltrepassando i confini di una solidarietà strettamente confraternale, si rivolse a tutto il territorio di Bergamo e provincia. Le attività della Misericordia si mossero abilmente all’interno degli spazi concessi dal regime podestarile e fu proprio nel campo dell’assistenza che maggiormente si concretizzò l’appoggio, economico e politico, dell’istituzione comunale.
Nel 1449 IL Consiglio Comunale, riconoscendo la buona gestione del Consorzio, affidò in perpetuo ai reggenti della MIA l’amministrazione della Chiesa di Santa Maria Maggiore. La decisione comunale, ratificata da Nicolo V con bolla del 1454, non fu solo dettata dalla fondata prospettiva di una buona amministrazione.
Sin dalle sue origini la MIA era stata legata in modo particolare sia al culto di Maria come Mater Misericordiae, sia alla chiesa che ne portava la dedicazione. Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, infatti, si affermò nei documenti il titolo di “Consortium Misericordiae Sanctae Mariae”. Il prestigio del Consorzio andò sempre più aumentando: divenne istituzione di grandissima importanza non solo benefica, ma anche nel campo economico, sociale, culturale e dell’istruzione. Il luminoso esempio della Misericordia Maggiore destava l’emulazione delle famiglie di censo, permettendo la sopravvivenza dell’istituzione.
Dal gennaio 2004 la MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo ha assunto la forma giuridica di Fondazione, in modo da poter proseguire – con strutture più adeguate alle necessità di oggi – la missione che l’ha contraddistinta negli oltre sette secoli di esistenza: occuparsi di istruzione, cultura, religione e assistenza, secondo i principi dello Statuto, per i quali (art. 3) la Fondazione:
non ha scopo di lucro
riconferma il rispetto degli interessi e delle finalità espressi nelle tavole fondative e negli statuti originari
partecipa, sulla scorta della legislazione vigente ed in aderenza alla propria ispirazione cristiana alla realizzazione del sistema sociale, nell’ambito caritativo-assistenziale, educativo e formativo.
Nello specifico, la Fondazione ha i seguenti scopi primari e fondamentali:
- promuove attività inerenti la sfera educativo religiosa, nel rispetto dell’originaria connotazione cristiana cattolica provvede a soddisfare le esigenze di tutte le antiche e nuove povertà
- sostiene l’attività di istruzione e cultura nei più ampi aspetti e manifestazioni tendenti sia alla conservazione dei beni strumentali che delle tradizioni, nonché promuovere nuove attività ed opere nell’ambito prioritariamente bergamasco ed eventualmente lombardo;
- garantisce l’ufficiatura, il governo e l’amministrazione della Basilica di S. Maria Maggiore, Cappella della Città con gli inerenti servizi religiosi, culturali ed educativi, prevedendo apposito convenzionamento con la diocesi di Bergamo;
- mantiene, valorizza ed incrementa l’intero patrimonio mobiliare ed immobiliare e gestisce al meglio i beni in affidamento.
La MIA e la musica
Nei secoli, la MIA ha contribuito in modo determinante a promuovere e sviluppare la musica a Bergamo, fondando, fra l’altro, una delle Cappelle Musicali più prestigiose d’Italia.
Nel secolo XVI le crescenti esigenze per garantire l’ufficiatura della Basilica suggeriscono agli Amministratori della MIA la fondazione di una scuola di chierici (Accademia). Una buona educazione alla musica richiedeva che l’educazione al canto e alla pratica strumentale si svolgesse in modo continuativo e nell’ambito di una più generale formazione umanistica. La prima menzione di un insegnante di musica nella Basilica di Santa Maria Maggiore viene considerata quella risalente al 29 settembre 1480 con riferimento a un certo “prete Giovanni”, direttore dei cantori,
Dal primo nucleo di cantori guidati dal magister, si formò e perfezionò poi la vera e propria Cappella Musicale che continuò per secoli (e continua tuttora) la sua attività.
Nel 1635 l’Accademia venne trasformata in Collegio Mariano, nel quale erano ammessi numerosi studenti e, fra i docenti, non mancavano mai il maestro di cappella e altri insegnanti di musica. La scuola raggiunse un livello d’eccellenza nel panorama di altri istituti scolastici e subite diverse trasformazioni può essere considerata l’origine dell’odierno liceo Sarpi.
Nel 1800, il Maestro Giovanni Simone Mayr, all’epoca il più noto ed importante compositore europeo, concepì il progetto della “Pia Scuola di Musica”, in cui vennero accolti alcuni ragazzi poveri per apprendere il canto ed il suono. La Pia Scuola ebbe risultati eccellenti, sia per il valore dei discepoli (valga per tutti il nome di Gaetano Donizetti) sia anche per le scelte esecuzioni in Santa Maria, la cui fama superò presto i confini della provincia. Qualche anno dopo, la Pia Scuola fu staccata dalla Cappella Musicale, divenendo un’entità autonoma e trasformata nel Civico Istituto Musicale Gaetano Donizetti. Rimane oggi viva ed attivamente operante la Cappella di Santa Maria Maggiore, cui la MIA dedica le proprie cure.
Nella Basilica di Santa Maria Maggiore sono collocati il monumento funebre dedicato a Giovanni Simone Mayr realizzato nel 1852 da Innocenzo Fraccaroli e il monumento funebre dedicato a Gaetano Donizetti, realizzato nel 1855 da Vincenzo Vela.
Il monumento a Simone Mayr, dedicato alla musica sacra, rappresenta tre figure angeliche ed è un esempio dei numerosi interventi monumentali cui venne chiamato in quegli anni l’artista.