Il Teatro delle Novità (1937-1973) e il fondo Bindo Missiroli alla Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti
Fra le figure più significative della vita musicale bergamasca del Novecento spicca quella di Bindo Missiroli (1899-1990), promotore presso il Teatro Gaetano Donizetti del celebre “Teatro delle Novità”, esperienza unica nel panorama operistico italiano.
Nato in provincia di Milano da famiglia romagnolo-toscana e trasferitosi a Bergamo nel 1913, Missiroli coltivò fin da giovane una forte passione per la musica. Dopo gli studi commerciali e l’esperienza della Prima Guerra Mondiale come “ragazzo del ’99”, lavorò inizialmente in banca, studiando parallelamente violino e composizione presso l’Istituto Musicale Donizetti senza terminare gli studi.
Nonostante le difficoltà familiari, riuscì in seguito a diplomarsi in composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Bolzano. Negli anni Venti e Trenta alternò l’attività professionale di assicuratore a quella di critico musicale per i periodici La voce di Bergamo e La rivista di Bergamo, distinguendosi per idee innovative e per una visione critica della crisi del melodramma italiano. Parallelamente continuò a comporre, entrando in contatto con giovani musicisti destinati a una brillante carriera, fra cui Gianandrea Gavazzeni e Franco Abbiati.
Convinto della necessità di rilanciare la vita teatrale bergamasca, nel 1930 promosse una nuova stagione lirica al Teatro Donizetti, portando in città interpreti di primo piano e titoli allora inediti per Bergamo, come Romeo e Giulietta di Riccardo Zandonai e La Walkiria di Richard Wagner. Nel 1936, con il passaggio del teatro alla gestione comunale, Missiroli ne divenne responsabile unico, inaugurando una stagione di profondo rinnovamento culturale.
Da questa esperienza nacque l’idea del Teatro delle Novità: un centro sperimentale dedicato alla nuova opera italiana contemporanea. L’iniziativa prese ufficialmente avvio nel 1937 grazie anche al sostegno delle istituzioni teatrali nazionali: la prima produzione fu Maria d’Alessandria di Giorgio Federico Ghedini. Da allora, per trentasei anni, il Teatro delle Novità trasformò Bergamo in un laboratorio musicale di rilevanza nazionale, presentando ben 77 opere nuove e ospitando compositori come Barbara Giuranna, Nino Rota, Virgilio Mortari, Gian Carlo Menotti, Luciano Berio e molti altri.
Accanto alla promozione della musica teatrale contemporanea, Missiroli contribuì anche alla riscoperta del patrimonio donizettiano, sostenendo nel dopoguerra importanti riprese di opere di Gaetano Donizetti, fra cui Poliuto, La favorita e Il campanello. La sua figura resta esemplare per la rara capacità di coniugare competenze artistiche, organizzative e amministrative: come ricordò Gianandrea Gavazzeni, in lui convivevano passione musicale, competenza tecnica, energia e coraggio, qualità che ne fecero uno dei maggiori operatori teatrali e musicali del Novecento italiano.


